Un anno nerissimo il 2012

con uno scivolone che ci riporta indietro di oltre dieci anni. E il 2013 è iniziato sugli stessi ritmi dell’anno prima. In soli quattro anni l’industria del credito al consumo ha perso oltre dieci miliardi di erogato, fino a toccare i 48 miliardi (dai 60 del 2008). Crollano i prestiti per l’acquisto di auto e moto, quelli per lo shopping di arredamento e di elettrodomestici e per ristrutturare casa; precipita anche la cessione del Quinto e fanno un timido passo in avanti soltanto le carte rateali.
«Purtroppo – osserva Chiaffredo Salomone, presidente di Assofin, l’associazione del credito al consumo – la disoccupazione e l’erosione del reddito delle famiglie ci hanno spinto indietro di un decennio. Non c’è fiducia nel futuro ed è necessario un rilancio dei consumi, anche legato alla fiscalità, per sperare di invertire rotta. Oppure aspettare aprile quando il confronto statistico con il 2012 sarà più favorevole».

E mentre tutto ciò sta avvenendo si moltiplicano gli appelli per facilitare l’accesso al credito delle aziende – a partire da quello di Mario Draghi (Bankitalia) e di altri esponenti dell’establishment economico e finanziario europeo… forse parole vane, oserei dire, visto che l’ultimo rapporto CRIF certifica un calo degli importi medi finanziati dal credito al consumo nel 2012 del 6,7% per i prestiti personali, del 4,1% per quelli finalizzati e del 3,6% per i mutui ipotecari.

Anche questa è una conseguenza della crisi, che provoca da una parte una forte prudenza dal lato dell’offerta (le banche), a causa del fattore rischio, dall’altra una contrazione della domanda da parte delle famiglie.  Risultato:  rate più contenute e importi medi ridotti.

Entrando ne dettaglio degli andamenti dei singoli strumenti finanziari più utilizzati si nota come il mutuo abbia ridotto il proprio importo medio a 146mila 316 euro, contribuendo ad affondare ancor di più il mercato immobiliare, vero e proprio simbolo di questa  crisi con un -21,4% nei primi nove mesi del 2012.

Per i prestiti personali, i cui importi come visto sono quelli che segnano la contrazione più vistosa, l’importo medio è di 12mila 666 euro, frutto di una contrazione degli importi complessivamente finanziati e del numero di contratti sottoscritti.  Il riflesso più evidente di tale calo è sui consumi date le dinamiche dei redditi e la crisi occupazionale.

Infine, per quanto riguarda i prestiti finalizzati l’importo medio è di 4mila 090 euro. Questa è una tipologia di finanziamento che riflette le dinamiche dei consumi durevoli, a partire dal mercato dell’auto (immatricolazioni 2012 -20%, secondo il rapporto Crif). In calo anche i consumi di mobili, arredo ed elettrodomestici (fonte PMI.it).

In questo momento pensare ad una ripresa parrebbe folle, tuttavia siamo convinti che questa non potrà tardare ancora, se non altro perchè le norme europee ci impongono taluni comportamenti virtuosi anche in materia di credito e di accesso allo stesso che non potranno far altro che migliorare la situazione.  Dunque misure di deduzione/defiscalizzazione degli interessi sul ricorso al credito delle famiglie potrebbero essere un primo ed importante passo per segnare finalmente un’inversione di tendenza.