Da molto tempo stiamo subendo l’onda lunga di una crisi che ha investito con maggiore veemenza tutti gli stati dell’Europa meridionale… dove purtroppo viviamo anche noi.
Non è certo mia intenzione analizzare nè fornire personali opinioni sulle cause o sui motivi, lasciò ad altri illustri blog finanziari una simile disamina. Da parte mia mi limiterò a parlare solo degli effetti di questa crisi, quelli che quotidianamente si manifestano sotto forma di clienti sempre meno “finanziabili” perchè troppo esposti agli stessi.
E si perchè nello svolgimento del mio lavoro entro a contatto con persone, appartenenti alle categorie più disparate, che vorrebbero accedere ad un finanziamento: dal pensionato all’immmigrato, dal dipendente all’autonomo, tutti quanti con un comune segno distintivo, la loro presenza all’interno degli archivi della banca-dati CRIF.
Per vari motivi tutti conosciamo quest’organizzazione, di cui si narrano storie incredibili: intendiamoci, non stiamo parlando della Spectre, il nemico lugubre e malvagio dell’agente 007, ma di un’azienda (un’ottima azienda, per la verità) che offre servizi di business e di informazioni creditizie a supporto dell’operatività di banche e società finanziarie.
Ma cosa fa in sostanza il CRIF? Semplicemente si occupa di raccogliere dati importanti segnalati dagli enti creditizi aggregandoli ed organizzandoli sotto forma di veri e propri Database fruibili dagli stessi enti, sotto l’egida ed il controllo di numerosi e rigidi regolamenti e, naturalmente del garante della privacy.
Ciò che si trova dentro il Database da questa creato è l’oggetto del servizio offerto ai suoi clienti, il quale risulta essere più redditizio ed ambito tanto più questo è preciso e veritiero, dunque il CRIF per sua natura non ha nessun interesse ad ammorbare il nostro curriculum finanziario… ne prende solo atto!

E fin qui nulla di male, ma allora perché nell’immaginario comune la parola “CRIF” ha preso le sembianze di una “pittima” o ancor peggio di un monatta che appesta tutto ciò che lo circonda? In realtà quel Database altro non è che lo specchio dei nostri comportamenti quando ci caliamo nei panni dei debitori: non è il CRIF che infanga la nostra onorabilità ma noi stessi volenti o nolenti, lasciando tracce di qualche nostra inefficienza nella personale gestione economica o qualche bugia di troppo raccontata ad un nostro creditore.
Lungi da me l’intenzione di nobilitare un’organizzazione privata che, in vero, qualche difetto lo ha, e neppure quella di difendere chi talvolta sceglie, inconsapevolmente o meno, di diventare un soggetto non finanziabile.Semplicemente tento di definire ed isolare una particolare modalità di azione in materia di finanziamenti, a beneficio di coloro che, in momenti di difficoltà, possano riconoscere ed evitare soggetti ed operatori creditizi molto abili a vedere nei problemi altrui un’opportunità di business e nient’altro.

Qualche anno fa, prestare opera di agente in attività finanziaria non era poi così complesso come a prima vista poteva sembrare: non era normalmente richiesto un particolare titolo di studio e nemmeno importanti esperienze di finanza internazionale, inoltre i clienti tendevano a muoversi verso le strutture finanziarie di propria iniziativa. Oggi non è più così: in seguito ad una giusta e saggia regolamentazione del settore da parte di Banca d’Italia, si è verificata una vera e propria “tecnicizzazione” del comparto del settore del credito al consumo, portandolo a segmentarsi in due distinte categorie di operatori: quelli che avevano solide fondamenta, esperienza, e consapevolezza di quanto valga il proprio cliente con la propria storia creditizia, ed un’altra tipologia di aziende/agenzie, quelle che fino a quel momento avevano applicato senza troppe remore la filosofia del “mordi e fuggi”.

Con l’inasprirsi dei logiche di concessione del credito e l’introduzione di norme più severe e precise, i primi se pur con molta fatica, sono riusciti a conoscere ed approfondire i nuovi aspetti del mercato creatisi in questa fase, i secondi hanno dovuto inventere metodi alternativi per incassare…e qui torniamo al discorso CRIF, visto che la seconda categoria citata si è presto trasformata in un insieme di gruppi più o meno compatti di lupi feroci che azzannano tutti coloro che rimangono indietro.
Infatti avrete certamente notato che in rete vi è un proliferare di siti che promettono la cancellazione dei propri “peccati” dalle banche dati creditizie, grazie all’intervento di sedicenti avvocati che dietro a lauto compenso eseguono il miracolo della ripulitura del nostro curriculum finanziario.
Naturalmente sarebbe quasi superfluo sottolineare che la cancellazione di dati non è per nulla possibile se non in seguito al trascorrere di tempi precisi stabiliti dalla legge e solo all’avverarsi di particolari condizioni.
Lo stesso CRIF ha creato un sito apposito per cercare di limitare il fenomeno, un sito ricco di informazioni, chiaro e sintetico allo stesso tempo e con un nome abbastanza esplicito: “http://www.cancellazionecrif.org“.
Come ben specificato al suo interno, vi è un solo caso in cui è possibile richiedere ed ottenere la cancellazione dalla banca dati del Crif, ovvero se si è stati vittima di una truffa o un furto di identità e si è in possesso di regolare denuncia redatta dalla Polizia. In tutti gli altri casi non è prevista alcuna scorciatoia dovendo rispettare tempistiche ben precise, secondo la tabella che riportiamo nelle FAQ:
Gli unici dati che possiamo richiedere di cancellare immediatamente sono… i nostri dati positivi, e cioè proprio quei dati che ci permetterebbero di ottenere un finanziamento!

Va da se che rivolgendosi a taluni per richiedere una simile cancellazione dei dati, oltre a dover pagare somme ingenti per un’attività che si potrebbe facilmente fare in autonomia e gratuitamente, si otterrebbe il risultato di rendere più difficile il finanziamento, poichè le società finanziarie e le banche valutano il cliente sulla base dei finanziamenti ottenuti in passato (la storia creditizia), in mancanza di questi preferiscono con ogni probabilità non erogare il finanziamento.

Ecco perchè è importante valutare bene coloro che ci seguono quando chiediamo un finanziamento: c’è tutta una “seconda categoria” pronta ad approfittare dei nostri problemi e che sopravvive alle spalle di chi ama davvero questo lavoro e tenta di svolgerlo in modo corretto ed etico, senza proporre scorciatoie illusorie, semmai correndo a tutta velocità sulla strada maestra della chiarezza e della responsabilità.